La Portella è un’antica porta d’accesso all’abitato di quella che oggi è Oppido Lucano. Fu costruita mille anni fa, nello stesso periodo in cui è stato edificato il castello ad opera dei Normanni. Il peso del tempo si è fatto sentire e nel secolo scorso gli edifici circostanti versavano in stato di abbandono.

Profondamente legati alle proprie radici, Nicola De Rosa e sua moglie Rosa hanno realizzato il sogno di restaurare tutta l’aera della Portella. Hanno prima acquisito gli immobili e poi li hanno ristrutturati completamente, restituendo alla comunità un prezioso tesoro architettonico.

Oggi qui sorge un albergo diffuso finemente arredato, con bistrot restaurant, wine bar e un’accogliente sala meeting. Chi alloggerà in questo contesto, potrà osservare un paesaggio straordinario, che cambia veste con il volgere delle stagioni, fare trekking per i lunghi sentieri che si irradiano nell’agro di Oppido Lucano e arrampicarsi su dolci promontori grazie alle bici con pedalata assistita messe a disposizione degli ospiti.
Nei mesi caldi sarà possibile rinfrescarsi nelle piscine degli agriturismi della zona e prendere parte agli eventi del ricco cartellone estivo del luogo.

Nelle altre stagioni ci si potrà rinfrancare in un rifugio di pace, senza rinunciare ai vivaci week end oppidani. Quanto alle attrazioni artistiche e architettoniche del posto, vanno menzionati il santuario della Madonna del Belvedere, le grotte rupestri affrescate di Sant’Antuono, il convento dei frati minori di Sant’Antonio, le ville romane di San Gilio e il museo etnografico.

La Portella è anche l’ideale punto di partenza per apprezzare un itinerario turistico unico nel suo genere. Matera e i suoi Sassi sono raggiungibili in tre quarti d’ora. Così come Altamura e Gravina, due località pugliesi note per la gastronomia, la storia e la preistoria. In meno di un’ora si può raggiungere Pietrapertosa o Castelmezzano, sulle Dolomiti Lucane, e avventurarsi nel volo dell’angelo. Sempre in un’ora è possibile spostarsi verso altre direzioni, giungendo a Sasso di Castalda per percorrere uno dei ponti tibetani più suggestivi d’Europa, o visitare Venosa, la città in cui nacque il poeta latino Orazio. Acerenza, uno dei borghi più belli d’Italia, e Cancellara, che di sera somiglia a un presepe, sono invece distanti poco più di dieci chilometri. Il castello di Monteserico è a venti chilometri e per osservare la famosa statua di Sant’Eufemia del Mantegna a Irsina basta percorrere solo 35 chilometri, ripagati da un paesaggio incantevole.